Rileggo i vecchi post di questo blog che non sono riuscita a portare avanti, tra mille impegni. Mi rivedo in ciò che ho scritto ma forse non nel tono usato. Adesso mio figlio ha 3 anni e mezzo, tutto fila liscio esattamente come avevo programmato e sperato. Mi sembrano passati secoli dal momento in cui ho realizzato che avrei voluto intraprendere questa strada, strada che è stata più facile del previsto, ma rileggo una me stessa un po' prevenuta, forse arrabbiata, di sicuro infastidita dalle prime, primissime domande curiose. Sono fiera della scelta fatta e ne parlo apertamente se ce n'è l'occasione. Ma mi chiudo a riccio quando sconosciuti cercano solo di soddisfare curiosità maliziose. E mi sento un'altra persona rispetto a 3/4 anni fa. Sì, sono fiera della scelta fatta ma non mi metto ad urlare ai quattro venti che è la strada più facile o l'unica percorribile, non ho il fuoco sacro di un femminismo estremo. E' però una via percorribile. A volte difficile, a volte semplice. A volte più semplice di altre vie. E qui nel profondo Sud spesso è una via che non viene nemmeno presa in considerazione. E questo mi dispiace enormemente. Non perché si debba per forza essere mamme, mai pensato. Si può essere complete senza figli, senza compagno, noi siamo già delle belle mele intere e non dobbiamo cercare una metà perché la società ce lo impone. Però ci sono donne che sono già mamme prima di diventarlo ma la mentalità chiusa del Sud, i parenti che non approverebbero, i problemi lavorativi ed economici bloccano sul nascere ogni possibile "pensiero". Talvolta questa possibilità non esiste proprio nella testa delle persone, al massimo è qualcosa che si vede in un film, una cosa lontana. Ed io oscillo sempre tra il desiderio di privacy relativo alle mie scelte e la voglia di far sapere attorno a me che sì, SI PUò FARE! (cit.). Perché si può davvero fare. Anche nel profondo Sud. Qualcuno deve pur iniziare a parlarne!

Spesso in viaggio!
