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Il Cammino di Santiago con bambini: itinerario e tappe

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Prima di iniziare

Questo è il racconto della nostra esperienza, non una ricetta valida per tutti. C’è chi dorme negli ostelli municipali e chi negli hotel a cinque stelle, chi porta lo zaino in spalla e chi lo fa trasportare. E poi c’è chi parte in Ferrari, alla Checco Zalone! Noi abbiamo fatto le nostre scelte: alcune le rifaremmo, altre no, e qui vi raccontiamo anche cosa cambieremmo. Prendete quello che può esservi utile e costruite il vostro Cammino, secondo le vostre esigenze e quelle dei vostri bambini.

Se vuoi scoprire cosa ha significato per noi questa avventura, leggi anche il racconto del nostro Cammino di Santiago.

Il Cammino non è uno solo

Quando ho iniziato a progettare il nostro viaggio, sapevo davvero poco. La prima scoperta è stata questa: il Cammino di Santiago non è un unico percorso, ma una rete di itinerari che conduce a Santiago de Compostela.

Ci sono il Francese, il Portoghese, il Cammino del Nord, l’Inglese, il Primitivo e altri ancora.

Non bisogna necessariamente partire dall’inizio di un percorso lungo centinaia di chilometri. Si può scegliere un tratto compatibile con il tempo a disposizione e con le proprie possibilità. Noi abbiamo scelto il tratto finale del Cammino Portoghese Centrale, da Tui (anzi da Valença do Minho) a Santiago.

Per ottenere la Compostela, si richiedono 100 km continuativi a piedi su uno stesso percorso riconosciuto verso Santiago o almeno 200 km in bicicletta. Occorre documentare il percorso con la credenziale timbrata (almeno due timbri al giorno nell’ultimo tratto).

Il nostro itinerario, in due mappe

Porto, poi Valença do Minho in autobus; da lì, a piedi verso Tui e Santiago. Le due mappe mostrano la suddivisione standard e le soste che abbiamo scelto noi.

Mappa del Cammino Portoghese Centrale con le tappe standard

Le tappe standard del Cammino Portoghese Centrale.

Mappa del Cammino Portoghese con le nostre soste

Le nostre soste, con tappe intermedie e pernottamenti.

Perché abbiamo scelto il Portoghese

Ci allettava l’idea di un Cammino verde, con tratti nei boschi, ruscelli e pause interessanti anche per i bambini. E confermo: in alcune tappe ci siamo sentite in compagnia di elfi ed esserini magici, fra cascate e rugiada all’alba. Il percorso attraversa anche paesini e città, quindi il paesaggio cambia continuamente. In diverse tappe si incrocia la N-550. Siate preparati a questo stradone con le macchine che sfrecciano, ma grazie ai complementari l’esperienza sarà comunque piacevole. Cosa sono i complementari? Sono delle strade alternative al percorso ufficiale, strade che però sono anche caldamente consigliate, soprattutto tra TUI e O Porriño.

Poi, diciamo la verità: avevamo un po’ il terrore dell’effetto Zalone, sul cammino francese! Per noi la scelta è stata azzeccata. A giugno 2026 abbiamo alternato tratti quasi in solitaria ad altri più frequentati, come quello in partenza da Pontevedra. È la nostra esperienza in quel periodo, non una garanzia di trovare sempre poca gente.

Il criterio era trovare qualcosa a misura di bambino, ma che divertisse anche noi genitori. Non soltanto arrivare: avere qualcosa da guardare, una pausa da fare e un motivo per godersi la strada.

Due mamme, due bambini e un piano da adattare

Siamo partiti a giugno 2026: due mamme single per scelta e due bambini.

Io e Alessio, che aveva 8 anni. Io abituata a camminare; lui molto attivo, ma meno abituato a percorrere tanti chilometri per diversi giorni consecutivi.

Alessia e Alessandro, che aveva 9 anni: abituati alla montagna, a camminare e, soprattutto, allo zaino!

Meteo: in Galizia la pioggia è comunque molto frequente, e noi abbiamo avuto giorni di sole cocente e giorni di pioggia torrenziale.

App a supporto: Buen Camino o Camino Ninja, con l’aiuto di Gronze (meglio se da web). Le app vi serviranno, se vi va, per costruire il vostro itinerario, capire l’altitudine della tappa e scoprire se ci sono particolari difficoltà. Le frecce gialle saranno più che sufficienti per guidarvi, ma io preferivo anche dare un’occhiata la sera prima, per sapere cosa ci aspettava e non dovere improvvisare con i bambini.

Da sola avrei immaginato giornate da 20–25 chilometri e meno pernottamenti. Con i bambini la domanda era un’altra: quanto possiamo camminare, per più giorni consecutivi, continuando a stare bene?

Dipende dall’età, ma anche dall’abitudine, dalla stanchezza e dal singolo bambino. Nel nostro gruppo, un bimbo ha fatto fatica, l’altro avrebbe potuto affrontare anche tappe più lunghe. Per questo non vi propongo una divisione perfetta: vi racconto quella che abbiamo scelto e cosa cambierei.

Avevamo deciso di atterrare a Porto; raggiungere Valença do Minho in autobus e partire da là a piedi; attraversare il ponte sul Minho ed entrare in Spagna arrivando a Tui; proseguire verso Santiago, spezzando il percorso con pernottamenti intermedi e giornate anche brevi. L’ultima notte prima di Santiago l’avremmo trascorsa a O Milladoiro, per arrivare con ancora energia.

Alcune soste oggi le organizzeremmo diversamente. Una tappa ci è sembrata noiosa; in un’altra abbiamo dovuto usare i mezzi perché Alessio non poteva camminare.

Dal confine ai primi imprevisti

Valença do Minho → Tui

Da Porto prendete il bus che vi porta a Valença do Minho. Vi consiglio di prenotare per tempo sul sito www.alsa.com. Arriviamo alla stazione degli autobus di Valença do Minho e iniziamo a camminare verso Tui. Il fiume Minho divide Portogallo e Spagna: attraversare il ponte è già una piccola avventura. Per i bambini è bello fermarsi al confine e pensare di avere un piede in un Paese e uno nell’altro.

Questa prima passeggiata è breve. Fermarsi a Tui oppure proseguire dipende dall’orario di arrivo a Porto, dal trasferimento in autobus e dalla voglia di esplorare la città. Noi ci siamo fermati: Tui è molto carina e ci piaceva iniziare senza correre. Se non avete fretta, fermatevi, altrimenti fate la tappa canonica fino a O Porriño.

Il ponte sul fiume Minho

Il ponte sul Minho e l’ingresso in Spagna.

Dal Portogallo alla Spagna, all’inizio del Cammino.

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Tui → O Porriño

Si inizia col botto, in un percorso che può essere molto bello (a sinistra) o noiosissimo (a destra). Quindi attenzione: ci sarà un bivio, andate a sinistra! Eviterete il tratto industriale, e passerete come noi in mezzo ai boschi! La tappa è molto bella, in mezzo ai boschi. Ma ci siamo trovati faccia a faccia con il primo grosso problema: i piedini di uno di noi. Un bimbo è arrivato piangendo e con dei dolori che non gli permettevano di camminare. Letteralmente… Abbiamo seriamente rischiato di non potere più proseguire. E invece siamo andati a comprare un nuovo paio di scarpe, da running, per lui. Lo so, non si cammina con le scarpe nuove, è una regola, si testano, si usano… ma con lui non c’era alternativa. Via i plantari, benvenute suolette super soft della scarpa da running!

E’ stata una bella tappa ma forse ho sopravvalutato l’allenamento di mio figlio, che è arrivato distrutto. Se avessimo preso a destra la tappa sarebbe stata tremendamente noiosa, in zona industriale, e col sole che picchia senza ripari.

Il bivio lungo il Cammino
Sentiero tra gli alberi

Il bivio e il percorso tra i boschi.

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O Porriño → Redondela

Tappa interrotta. Ebbene sì, mio figlio non riusciva a camminare e abbiamo scelto di percorrerne un pezzetto con i mezzi, perché l’alternativa era interrompere definitivamente il cammino. Intanto incrociavamo le dita per le tappe successive.

E quindi abbiamo preso il bello che questa disavventura ci ha dato: un pomeriggio trascorso in spiaggia, un bagno nell’oceano e birrette ghiacciate per noi mamme. La spiaggia merita.

L’ufficio del turismo vi indicherà anche delle cascate. Mmm.. siamo andati, ma non ne vale la pena, era tutto molto sporco. E se avete voglia di cascate, aspettate qualche tappa!

La giornata al mare durante l’imprevisto.

Un bambino con zaino e bastoncini

Un altro ricordo di quella giornata.

Dove abbiamo dormito: Apartamento Paraiso A · recensione nell’articolo sugli alloggi

Boschi, ponti, partenze all’alba

Redondela → Ponte Sampaio

Tappa breve. Se le due precedenti erano troppo lunghette, questa poteva essere più lunga. Il paese e i dintorni del ponte, teatro della battaglia di Ponte Sampaio, ci sono sembrati piccoli e poco interessanti, ma la partenza all’alba da lì è stata meravigliosa. A proposito: leggete e raccontate della battaglia ai bambini! E’ una storia molto appassionante!

Anche qui troverete un bivio ma la differenza sta solo nelle vostre gambe! A sinistra 70m. con pendenza del 15% e a destra 360 m. con pendenza del 5%. Prendete a sinistra, rapido e indolore!

La panchina con freccia gialla ad Arcade

La panchina con la freccia gialla ad Arcade, prima di Ponte Sampaio.

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Ponte Sampaio → Pontevedra

Tappa piacevole, piccola sosta alla Cappella di Santa Marta, vi troverete ad un bivio. Consiglio anche qui di prendere il complementario, quindi NON il cammino ufficiale, in modo da evitare la città e continuare per i boschi. I due percorsi si ricongiungono appena prima dell’arrivo in città! Tappa con terreno molto disconnesso, ciottoloni enormi. Iniziamo a beccare più gente.Siamo quindi accolti dalla scritta Pontevedra: facciamo qualche foto. La città è molto bella, una birretta in centro vi rimette al mondo.

L’alba a Ponte Sampaio e l’arrivo a Pontevedra.

Un bambino sul sentiero
Un ruscello nel bosco

Altri scorci lungo il percorso.

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Pontevedra → A Portela / Barro

Pontevedra potrebbe valere una notte extra, perché è davvero bella, ma ci mettiamo in cammino e per la prima volta troviamo un bel fiume di gente. Ma visti i nostri ritmi la “folla” dura poco perché ci superano tutti. Siamo stati fortunati ad avere fatto un bel pezzo di strada con un meraviglioso gruppo di italiani, e abbiamo fatto una sosta in un bar/ristorante chiamato “A Pousada do Peregrino” per ricaricare le batterie. A Portela non è una tappa standard, ma ne vale la pena per le cascate della partenza (vedi domani) . L’alloggio poi, pur essendo nel nulla, e non avendo supermercati o bar vicino, ha davvero tutto quello che serve.

Una sosta lungo il Cammino

Camminando dopo Pontevedra.

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Le cascate, le terme e il diluvio

A Portela / Barro → Caldas de Reis

Sia che voi vi fermiate in zona Lar do Pazo, sia che siate per strada da Pontevedra a Caldas de Reis (tappa standard) ricordate di fare una bella sosta alle Cascate del Rio Barosa (fervenza do rio barosa). È una breve deviazione, e vi trovate in un luogo magnifico in cui potete rinfrescare i piedi, troverete qualcuno che fa il bagno e qualcuno che scala le cascate (attenzione, ovviamente). Per mio figlio è stato il posto più bello di tutto il Cammino. Da lì seguite la deviazione e riprendete la strada, non c’è bisogno di tornare indietro, allungherete in totale solamente di un 1km.Appena si arriva a Caldas de Reis, se avete tempo, fate anche una sosta relax alle terme, annesse all’hotel Acuna.

La tappa è breve ma considerando le soste alle cascate (potete stare 10 minuti o, come noi, due orette) e il salto alle terme, è stata una giornata di relax!

La sera poi si è scatenato il diluvio universale, non abbiamo girato molto per Caldas e siamo ripartiti l’indomani mattina con la pioggia.

Le Cascate del Río Barosa.

Le cascate del Río Barosa

Un altro scorcio delle cascate.

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Le soste che oggi ripenserei

Caldas de Reis → Pontecesures

Fermarsi a Pontecesures, per quanto il paese fosse carino, non è stato per niente azzeccato per noi! Avremmo preferito tirare dritto per Padrón, che merita un bel giro!

La pioggia e l’arrivo a Pontecesures.

Una pausa durante la pioggia

Una pausa durante la giornata di pioggia.

Dove abbiamo dormito: Casa do Hórreo · recensione nell’articolo sugli alloggi

Pontecesures → A Picaraña

Per strada, fermatevi a Padrón (e vi consiglio caldamente di pernottare qui e non a Pontecesures), e andate a ritirare il vostro primo certificato: la Pedronia! Andate all’ufficio del turismo di Padrón, e richiedetela. Il costo è irrisorio.

Noi abbiamo deciso di pernottare a A Picaraña, altra scelta che non rifarei! Due tappe di fila che non vi consiglio affatto.

Il certificato della Pedronía

La Pedronía ritirata a Padrón.

Dove abbiamo dormito: Pensión Glorioso II · recensione nell’articolo sugli alloggi

A Picaraña → O Milladoiro

Tappa molto noiosa, ma non ci sono alternative, giusto?

La partenza è piacevole, subito nel bosco (a proposito, potreste fare una partenza con il buio, torce e avventure) ma poi si inizia a vedere tanta urbanizzazione. O Milladoiro è comunque una città “dormitorio”, tutto è nuovissimo e organizzato, ma con questa tappa breve ci arrivi troppo presto e poi non hai praticamente niente da fare. Quindi continuo a pensare che è meglio non spezzare la tappa precedente e arrivare a O Milladoiro con più km sulle spalle e più stanchezza.

Case lungo il percorso

Lungo il tratto verso O Milladoiro.

Un sentiero fra la vegetazione

Uno scorcio del percorso.

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Gli ultimi passi verso Santiago

O Milladoiro → Santiago de Compostela

Prendetevela comoda, anche se non vedrete l’ora di arrivare. Noi ci siamo fermati ad ogni cippo per fare il conto alla rovescia dei km mancanti, saliva l’emozione, e abbiamo deciso di accoglierla il più possibile! E’ perfetto sapere di avere pochi km da fare prima dell’arrivo a Santiago, è una scelta che (con i bambini) rifarei. Andate subito a ritirare la Compostela, presentando tutti i timbri (sellos) che avete sulla Credencial!

La Cattedrale e la Compostela.

Gli ultimi chilometri, l’abbraccio alla Cattedrale e Santiago.

Altri ricordi dell’arrivo a Santiago.

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Dove abbiamo dormito: LOOP INN · recensione nell’articolo sugli alloggi

Se dovessi organizzarlo di nuovo

Ma attenzione: spezzettare il cammino in tappe intermedie significa ovviamente allungare i tempi e aumentare i costi, quindi dovrete davvero capire quanti km possono affrontare i vostri figli. Con bimbi piccoli o non abituati a camminare questa divisione può andare bene, dai 9/10 anni valuterei tappe più lunghe, previo 1) allenamento 2) puntare sugli stimoli durante il percorso.

Ricapitolando, accorcerei almeno di una tappa pernottando a Padrón, non pernottando né ad Arcade/Pontesampaio, né a Pontecesures, né a A Picarana. Grazie alle app (Gronze, Buen Camino, Camino Ninja), scegliete altre tappe in base ai km che volete fare e agli alloggi che trovate.

Gli zaini: la nostra scelta

Tutti e quattro siamo partiti con il nostro zaino. Una delle cose a cui non volevo rinunciare era imparare a portare l’essenziale.

Esiste anche l’alternativa del trasporto bagagli, per alleggerire la camminata: la possibilità di usarlo e le condizioni vanno verificate con il servizio scelto e gli alloggi. Non è una scelta meno valida della nostra.

In giro per il web troverete tantissimi consigli pratici sullo zaino, quindi non mi dilungherò su cosa mettere dentro, ma qualche indicazione voglio comunque darvela: insieme alle scarpe e ai calzini, la vostra esperienza sarà direttamente collegata allo zaino. Sceglietelo con cura, provatelo pieno, trovate il vostro zaino ideale. Non voglio dirvi nulla sui litri, dipende da voi e dal periodo in cui andate, ma ricordate di dare il loro zaino ai bambini ma tenere un po’ di spazio extra nel vostro (per mettere qualcosa di loro nel vostro).

Bastano 3 cambi completi a testa, una felpa, un poncho enorme che copra anche lo zaino e delle ciabattine super leggere che possono servire sia per le docce in comune che per far riposare i piedi la sera. Basta mettere le varie cose nelle buste di plastica trasparenti perché ogni sera vi troverete a fare il bucato. Lo zaino deve essere tutto comodo, diviso, accessibile.

Lo zaino dei bimbi aveva i loro giochi, perché se è vero che ogni grammo conta, è anche vero che è giusto che loro portino colori e matite, noi avevamo le carte da UNO, il cubo di Rubik, un quaderno/diario se ne hanno voglia.Alla fine i nostri zaini erano sui 6/7 kg e quelli dei bimbi un paio di kg (più l’acqua).

A proposito di acqua: io ho portato due borracce della decathlon di plastica leggerissima (800ml e 500ml) e mio figlio ne aveva una da 800ml. Ok non pesavano molto ma quanto spazio che occupavano… Ne basta una a testa, anche piccola, e man mano comprerete l’acqua per strada nei supermercati. Va benissimo anche riempire la bottiglietta da 500ml di plastica. Insomma, no stress per l’acqua, passerete dai centri abitati e da diversi ristori.

E gli alloggi?

Anche gli alloggi sono una scelta personale. Noi abbiamo preferito prenotare tutto in anticipo e dormire in camere o appartamenti, evitando le camerate con i bambini. Non volevamo trasformare la giornata in una corsa per trovare un letto.

Non tutti gli albergues funzionano allo stesso modo: prima di contare su prenotazioni o disponibilità, controllate le regole della singola struttura.

Nel nostro caso molte notti sono costate una ventina di euro a persona; altre di più. Erano prezzi del nostro viaggio e delle nostre prenotazioni, non tariffe garantite. La pulizia era la prima cosa che cercavamo. Alcuni alloggi erano semplici, altri proprio belli, e altri ancora deludenti. Nell’articolo dedicato agli alloggi trovate nomi e dettagli. A Santiago i prezzi si alzano molto, sia per gli alloggi che per il cibo… scegliete con cura se non volete buttare soldi!

Le recensioni di tutte le strutture, comprese le due sistemazioni a Santiago, sono raccolte nel secondo articolo. Quando saranno pubblicati sul sito, i nomi degli alloggi qui sopra porteranno direttamente alla rispettiva recensione.